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> Chiesa e DiCo, discrepanze negli ideali sociali
 
Spauracchio
Inviato il: Venerdì, 16-Feb-2007, 03:45
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"Due persone maggiorenni e capaci, anche dello stesso sesso, unite da reciproci vincoli affettivi, che convivono stabilmente e si prestano assistenza e solidarietà materiale e morale, non legate da vincoli di matrimonio, parentela in linea retta entro il secondo grado, affinità in linea retta entro il secondo grado, adozione, affiliazione, tutela, curatela o amministrazione di sostegno, sono titolari dei diritti, dei doveri e delle facoltà stabiliti dalla presente legge. [...]" [1]

Così comincia il disegno di legge Bindi-Pollastrini, abbozzando le matite di una convivenza civile dettata da diritti e doveri per i quali il cittadino risponde direttamente allo stato, dando un orientamento sociale a chi per motivi prettamente naturali non riconosce la famiglia (nel suo mero significato cristiano) come unica realizzazione a livello sociale.

Il dibattito che si deve accendere sta nel mistico rapporto tra Stato e Chiesa:
nonostante la sua religione lo chieda apertamente, il cristiano fa molta fatica ad accettare le divergenze di pensiero, e credo sia naturale; la visione di un mondo governato dalla Legge di Dio pone lo Stato su un piano nettamente inferiore, mettendo il fedele in una posizione di legittima critica a quest'ultimo.
Ma il compito dello Stato non è certamente quello di ufficializzare la Legge di Dio, trasformandosi in un micromondo perfettamente adatto al cristiano. Il lavoro politico di una nazione, a livello sociale, concerne la convivenza di diverse forme di pensiero, e con diverse forme di pensiero non intendo "non-cristiani": non si sta parlando di gente disorientata che non ha una visione chiara della vita: sono persone che vedono il mondo da un lato diverso. E non lo vedono sfuocato, storpiato o chissà in che brutta luce. Il mondo lo vedono benissimo, sulla struttura di un credo tanto diverso quanto valido rispetto al Cristianesimo.
E' da qui allora che lo Stato esige un piano di importanza che non si ponga in contrasto con gli universi religiosi, bensì si presenti equo nel governare la convivenza di questi ultimi attraverso un potere tutelante le forme di pensiero in linea con un'idea di civiltà intrinseca in esso.

Questo è il mio pensiero.

1.
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benji88
Inviato il: Giovedì, 03-Mag-2007, 12:21
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hai riportato in tutta la sua maestosità il significato di laicità. Peccato che qui in Italia ancora non la si osservi...
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Spauracchio
Inviato il: Giovedì, 03-Mag-2007, 17:42
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Fa paura. Per questo non la si rispetta.


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