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> Contro il family day.
 
Prometeo
Inviato il: Sabato, 24-Mar-2007, 18:38
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12 maggio 1974: giornata storica, spartiacque fra due modi di concepire la vita in italia: il referendum sul divorzio.

Come ci si è arrivati e che conseguenze comporta?
L'istituto del divorzio viene introdotto nell'ordinamento giuridico in italia con la legge n. 898 del 1970 (ultimi in europea insieme a spagna e irlanda), che ovviamente fu duramente contestata dalla componente cattolica della società italiana e dalle gerarchie clericali che non volevano che l'indissolubilità del matrimonio come sacramento fosse messa in discussione neanche dallo stato e come se ciò comportasse la distruzione della famiglia e quindi della società. Era inevitabile raggiungere un punto di rottura fra due modi d'intendere la vita radicalmente opposti (uno liberitario e autodeterminativo e l'altro dogmatico e assolutista) che si manifestò nel referendum per l'abrogazione della legge sul divorzio.
Questo referendum era stato richiesto da Gabrio Lombardo ed aveva ottenuto subito l'adesione del movimento sociale e del vaticano

Emblematiche le parole della Conferenza Episcopale Italiana: «in uno stato democratico come quello italiano, nel quale i diritti della famiglia come società originaria, precedente lo stato, vengono riconosciuti dalla Costituzione, non si può modificare la struttura fondamentale della famiglia stessa senza aver direttamente accertato il pensiero e la volontà della maggioranza del popolo»
Il clima che si respirava all'epoca è ben espresso da questo stralcio di articolo:"«Si voleva un altro 18 aprile» scriverà Vittorio Gorresio «la Chiesa da una parte, la paura dei rossi dall´altra». E Leonardo Sciascia commenterà: «Contro la vittoria del no, tutto è stato fatto, l´inferno e lo stalinismo sono stati debitamente evocati, i bambini sufficientemente traumatizzati al punto che temevano, la sera del 13 maggio, che il padre e la madre dovessero lasciare la casa e abbandonarli per sempre»"

E' proprio vero che tutto si ripete, i parallelismi con le dichiarazioni che si sentono in questo periodo nei riguardi dei dico sono veramente inquietanti, soprattutto perchè stanno li come monito per ricorardaci quanto è inutile e conrtoproducente il catastrofismo cattolico, che vede la distruzione della famiglia in ogni cosa.

In ogni caso alla vigilia della votazione gli schieramenti politici erano chiari: a favore dell'abrogazione la Democrazia Cristiana, il Movimento Sociale Italiano e la Chiesa mentre per il mantenimento della legge tutti gli altri.
Nonostante questa divisione , apparentemente sproporzionata, l'esito della votazione non era per niente scontato; l'Italia , paese cattolico per antonomasia, poteva contare sull'appoggio di parecchi franchi tiratori appartenenti a partiti divorzisti che , per coscienza morale, non se la sarebbero sentita di porre in discussione l'integrità di un sacramento.

Era con questo clima che la notte del 12 maggio 1974 arrivò il risultato:

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Con un'affluenza dell'87,7% degli italiano il NO all'abrogazione vinse con il 59,3% dei voti contro i 40,7% dei SI. Una sconfitta che avrebbe lasciato il segno per sempre nella società italia e che avrebbe aperto la porta per una dibattito politico serio su temi scottanti che per ora erano rimasti tristemente confinati alla sfera del privato come l'aborto, la convivenza e la convivenza fra omosessuali. Ed è un processo ancora chiaramente in atto qui in italia contrariamente a molti altri paesi europei in cui si è già arrivati ad equiparare una famiglia convivente anche con due partner dello stesso sesso ad una famiglia sposata, SENZA PER QUESTO AVER DOVUTO AFFRONTARE LA DISTRUZIONE DELLA SOCIETA'.

In italia siamo sempre i piu arretrati, per colpa delle ingerenze politiche della chiesa cattolica ed emblematica è questa riflessione: ogni giorno assistiamo ad una campagna mediatica del clero contro l'iter legislative dei dico, mentre nessuna parola ad esempio sul rifinanziamento della missione in afghanistan (altro tema caldo della scena politica attuale). Questo la dice lunga sulla totale ipocrisia di certe persone. Ma veramente lunga.

L'ultima provocazione lanciata dall'ultimo residuo del medioevo contro il mondo civile è il family day: manifestazione a difesa della famiglia fondata sull'unione tra uomo e donna fissata guarda caso per il 12 maggio 2007. Si legge benissimo fra le righe una tristissima voglia di rivalsa, covata nell'ira accumuluta per 33 anni. Non c'è traccia di alcun ragionamento oggettivo sul problema in esame, solamente demagogia e ipocrisia.

Andiamo un pò ad esaminare in dettaglio chi lo ha voluto, chi vi partecipa, e cosa vuol ottenere.
Il manifesto della manifestazione (comparso come pagina pubblicitaria su vari giornali) è il seguente:

"La famiglia è un bene umano fondamentale dal quale dipendono l'identità e il futuro delle persone e della comunità sociale. Solo nella famiglia fondata sull'unione stabile di un uomo e una donna, e aperta a un'ordinata generazione naturale, i figli nascono e crescono in una comunità d'amore e di vita, dalla quale possono attendersi un'educazione civile, morale e religiosa."

Prima di tutto loro fanno una correlazione diretto fra famiglia e futuro della società senza portare nessuna evidenza di questo. Anche passando sopra su questa cosa e tenendo per buono questo passaggio continunano dando una definizione di famiglia come un'unione stabile di un uomo e di una donna aperta a un'ordinata generazione naturale. Ora, finchè mi parlane di leggende mi sta anche bene, ma se iniziano a parlare di cio che è naturale, se m'inizio a tirare in ballo l'antropologia, allora li finiscono veramente male. Se si giunge a delle conclusioni è buona norma fornire delle evidenze scientifiche per queste conclusioni, loro non lo fanno e quindi tutto quello che dicono è abbastanza vuoto. E' bellissimo poi come ignorano tutte le unioni fra uomo e donna in cui i figli non crescono in una comunità d'amore e di vita, ma tant'è... non che l'ipocrisia sia una novità.

"La famiglia ha meritato e tuttora esige tutela giuridica pubblica, proprio in quanto cellula naturale della società e nucleo originario che custodisce le radici più profonde della nostra comune umanità e forma alla responsabilità sociale. Non a caso i più importanti documenti sui diritti umani qualificano la famiglia come “nucleo fondamentale della società e dello Stato”."

Qua addirittura tirano in ballo il termino di cellula e di nucleo, e mi chiedo io con che diritto e con che conoscenza del termine di cellula e nucleo. Infatti le radici piu profonde della nostra comune umanità sono da ricercarsi in ben altre nozioni, e non sulla sovrastruttura famiglia(uomo+donna) nata sicuramente molto dopo l'umanità.

"Anche in Italia la famiglia risente della crisi dell'Occidente - diminuzione dei matrimoni e declino demografico - e le sue difficoltà incidono sul benessere della società, ma allo stesso tempo essa resta la principale risorsa per il futuro e verso di essa si rivolge il legittimo desiderio di felicità dei più giovani."

Ma il link con le statistiche ufficiali per la diminuizione dei matrimoni e del declino demografico? Poi cos'è questa misteriosa crisi dell'occidente, mettere una defizione no? Cazzate come al solite. Inoltre fosse vero quello che dicono loro si tirano la zappa sui piedi, tentando di bloccare l'iter legislativo che sta tentando di rendere piu facile fare una famiglia, considerato che giustamente le persone stanno iniziando ad essere piu intelligenti e non vogliono smenarsi la vita per sempre per avere dei figli.

"Nel loro disagio leggiamo una forte nostalgia di famiglia. Senza un legame stabile di un padre e di una madre, senza un'esperienza di rapporti fraterni, crescono le difficoltà di elaborare un'identità personale e maturare un progetto di vita aperto alla solidarietà e all'attenzione verso i più deboli e gli anziani. Aiutiamo i giovani a fare famiglia."

Anche qua un sacco di conclusione psicologiche e antropologiche senza lo straccio di una qualsiasi evidenza. Boh ma sti qua pensano che si possa giungere al volo alle conclusioni senza prove? Fortuna che non sono loro a costruire le cose, senno chissà quanti cazzo di morti.

"A partire da queste premesse antropologiche, siamo certi che la difesa della famiglia fondata sul matrimonio sia compito primario per la politica e per i legislatori, come previsto dagli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione. Chiediamo al Parlamento di attivare - da subito - un progetto organico e incisivo di politiche sociali in favore della famiglia: per rispetto dei principi costituzionali, per prevenire e contrastare dinamiche di disgregazione sociale, per porre la convivenza civile sotto il segno del bene comune."

Quali dinamiche di disgregazione sociale stanno agendo, in che modo, e a che velocità? Come al solito solo paroloni vuoti per fare un pò di demagogia che piace tanto alle vecchie massaie.

"L'emergere di nuovi bisogni merita di essere attentamente considerato, ma auspichiamo che il legislatore non confonda le istanze delle persone conviventi con le esigenze specifiche della famiglia fondata sul matrimonio e dei suoi membri. Le esperienze di convivenza, che si collocano in un sistema di assoluta libertà già garantito dalla legislazione vigente, hanno un profilo essenzialmente privato e non necessitano di un riconoscimento pubblico che porterebbe inevitabilmente a istituzionalizzare diversi e inaccettabili modelli di famiglia, in aperto contrasto con il dettato costituzionale. Poiché ogni legge ha anche una funzione pedagogica, crea costume e mentalità, siamo convinti che siano sufficienti la libertà contrattuale ed eventuali interventi sul codice civile per dare una risposta esauriente alle domande poste dalle convivenze non matrimoniali."

Dopo aver letto sta cosa mi sembra di essere bloccato a 50 anni fa.

"Come cittadini di questo Paese avvertiamo il dovere irrinunciabile di spenderci per la tutela e la promozione della famiglia, che costituisce un bene umano fondamentale."
Come cattolici confermiamo la volontà di essere al servizio del Paese, impegnandoci sempre più, sul piano culturale e formativo, in favore della famiglia. "


Ma cosa vogliono impegnarsi sul piano culturale, quelli che son stati da sempre i nemici della libera cultura?

"Come cittadini e come cattolici affermiamo che ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese. Perciò la difenderemo con le modalità più opportune da ogni tentativo di indebolirla sul piano sociale, culturale o legislativo. E chiederemo politiche sociali audaci e impegnative.
Il nostro è un grande sì alla famiglia che, siamo certi, incontra la ragione e il cuore degli italiani.

Hanno sottoscritto il Manifesto
Forum delle associazioni Familiari (Giovanni Giacobbe Presidente)
Azione Cattolica (Luigi Alici Presidente)
ACLI (Andrea Olivero Presidente)
Cammino Neocatecumenale (Chico Arguello Fondatore)
Centro Sportivo Italiano (Edio Costantini Presidente)
CIF (Anna Maria Pastorino Presidente)
CNAL - Consulta Nazionale Aggregazioni Laicali (Gino Doveri Segretario Generale)
Co.Per.Com (Franco Mugerli Presidente)
Coldiretti (Sergio Marini Presidente)
Comunione e Liberazione (Giancarlo Cesana Responsabile Nazionale)
Comunità di Sant'Egidio (Mario Marazziti Portavoce)
Famiglie Nuove (Alberto Friso Presidente)
MCL (Carlo Costalli Presidente)
Misericordie (Gianfranco Gambelli Presidente)
MpV (Carlo Casini Presidente)
Retinopera (Paola Bignardi Presidente)
RnS (Salvatore Martinez Presidente)
Associazione Guide Scouts d'Europa cattolici (Solideo Saracco Presidente)
Unione Giuristi Cattolici Italiani (Francesco D'Agostino Presidente)
Associazione Medici Cattolici Italiani (Vincenzo Saraceni Presidente)
Unitalsi (Antonio Diella Presidente)"


Insomma nel 2007 ci troviamo le anacronistiche truppe del regime papale pronte a scendere in piazza, armate d'ipocrisa e d'ignoranza, per difendere la liberta della chiesa di poter decidere in casa d'altri (almeno una cosa positiva c'è: hanno smesso di farlo coi roghi, sti cattolici sembrano simpatici e ragionevoli, ma tendono a usar troppo l'accendino se non si fanno le cose a modo loro).
Fra i nomi dei ministri del governo che parteciperanno troviamo Giuseppe Fioroni (ministro dell'educazione) e Clemente Mastella (ministro della giustizia). Una domanda sincera: Fioroni chi cazzo l'ha mai sentito nominare prima d'ora? Io no. L'unico link piu recente che m'è saltato fuori è questo:
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Anche a sto giro direi si può dire che l'università è finita nelle mani peggiori possibile. Vaffanculo italia terzo mondo scientifico di merda.
Su Mastella non scrivo neanche nulla che tanto ha già dato innumerevoli prove della sua intrinseca stupidità. (vedi puntata del programma di santoro in cui recentemente in risposta ad una vignetta satirica s'è alzato e se n'è andato, proprio un vecchio volpone della politica eh.)

Cosa possiamo fare noi cittadini liberi dotati di raziocinio che vogliamo difendere la nostra libertà individuale? Semplice, scendere in piazza anche noi. Io personalmente andrò alla manifestazione del 12 maggio con un bel cartellone con su scritto "IPOCRITI".
Chiunque voglia unirsi a me si metta pure in contatto è il benvenuto.
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Spauracchio
Inviato il: Giovedì, 29-Mar-2007, 23:58
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Non sono contro al cristianesimo e non ho la pretesa di avere la soluzione al problema, ma sono sicuro di avvicinarmi alle radici di questo quando parlo di "visione arrugginita" della realtà da parte di un Cristiano Cattolico. Ho già menzionato il problema nella
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, anche se in termini più religiosi, ma in questo contesto sono spinto a scrivere cenni di studi sociologici per riuscire a sottolineare una cecità cristiana.
La scienza è il sapere della totalità. Quando un soggetto diventa studiabile scientificamente, il mancato totale sapere di questo soggetto è cibo quotidiano per il suo stesso studio, come per il potere ne è il crimine.
Auguste Comte, filosofo e sociologo francese, è riuscito, in un tempo dove ancora si faticava a studiare la società, a far pensare quest'ultima come scienza, uguagliandola ad un sistema. Ciò significa che la società risulterebbe, come per definizione, un'interdipendenza fra diverse parti e non la somma di esse.
Rivoluzionaria e innovatrice, questa nuova visione portò a sviluppi notevoli, anticipando il metodo col quale più di mezzo secolo dopo (inizio '900) Koffka, Köhler e Wertheimer si resero famosi, fondando così la scuola "Gestalt psychologies" (psicologia della forma).

Il concetto cristiano di società è bloccato su un libro mentre dovrebbe essere chiaro che lo studio della società è in mano alla scienza ed è la scienza stessa che descrive l'individuo come misura della società. E la famiglia? la famiglia è un'istituzione, ossia un insieme di cultura, ruoli sociali, personalità e pura energia organica. Ma attenzione: la famiglia è un'istituzione, non l'istituzione.
Il family day lo vedo inutile. Come la manifestazione del 10 marzo. La partita non si gioca sul campo ma in panchina o peggio ancora a tavolino. Tra il governo e gli scagnozi di un Cristo morto che non vede l'ora di risorgere.
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Prometeo
Inviato il: Lunedì, 02-Apr-2007, 15:41
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Sono daccordo, bella la frase finale ad effetto
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ce l'hai un libro di sociologia da regalarmi che m'interessa?
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Spauracchio
Inviato il: Martedì, 03-Apr-2007, 12:12
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Neanche i consigli! un bell'acconto (o bonifico o quant'altro) e ti do tutti i libri che meriti.
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